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CELANO ( AQ ) - CASTELLO PICCOLOMINI

 

NAVATA A SINISTRA
 

Nella navata di sinistra, al di sopra della porta della sagrestia, una bella tela del sec. XVII ( su disegno del Guercino ) rappresenta la poderosa figura di San Giovanni Battista ed l'altra più aristocratica, avvolta in un manto rosso, di San Giovanni Evangelista..

 

LE PARETI INTERNE DELLA CHIESA 
 

 

Contro le pareti nude della stessa navata, sfilano, entro altorilievi in pietra dello scultore Novello Finotti ( 1997- 1998 ), le immagini della Via Crucis, della misteriosa, silente orazione nell'orto alla suggestiva, dolorosa deposizione del corpo di Cristo nella tomba.

 

 

 

LA VIA CRUCIS 

 

Le vicende umane ci coinvolgono nell’intimo e determinano ogni volta profonde emozioni, le più diversificate. Il cammino dell’umanità ci appartiene come in un enorme caleidoscopio in cui le esperienze personali si rifrangono o si completano in una varietà di avvenimenti che determinano la storia. In un certo senso ognuno diventa il protagonista, l’inventore di un tratto di sto­ria in una meteora che corre verso l’infinito. Dinanzi ad un’opera scultorea ho l’ansia di risalire fin nel profondo da dove è sgorgato quel segno, quella espressione, lo stupore di quel volto, la traco­tanza di quell’atteggiamento, la dolcezza di quei lineamenti. La creazione inizia molto lontano. Dal magma incolore, dalle istintive effervescenze dello spirito emergono i primi movimenti per una specie di sublimazione dalla materia. Lo scultore Finotti in questa sequenza di volti ci fa conoscere le varie stagioni dell’esperienza umana. Le emozioni interiori si traducono, attraverso lo scalpello, in autentiche trasposizioni spirituali che rivivono ogni volta in un vibrante pathos altamente drammatico ma saldamente teocentrico, Siamo quindi nel punto focale dell’espressione creativa comune ai grandi maestri delllarte. Finotti è annoverato tra i grandi dell’arte scultorea e in quest’opera ha raggiunto il momento più luminoso sia per il linguaggio altamente espressivo e la ricerca puntìgliosa del “particulare ”, che per il contenuto teologicamente definito del messaggio cristiano della Passione. Il visitatore sarà suggestionato da quei volti, 58 per la precisione, in ognuno dei quali vorrà riconoscersi e certamente uscirà da questa strada della vita, così come l’ha definita il critico Gian Lorenzo Mellini, rincuorato o serenamente pensoso perchè saprà che un uomo ha saputo per­correre quella strada con dignità, senza cedimenti di sorta. La realizzazione dell’importante operazione artistica ha compiuto un percorso di partecipazione emotiva con significativi contributi sia da parte della comunità parrocchiale che da parte di altre isti­tuzioni. Il consiglio di parrocchia ha seguito le varie fasi dell’opera con opportuni suggerimenti e fattiva collaborazione. Il Comitato dei Santi Martiri del 1997 ha messo a disposizione la somma necessaria per la prima “stazione della Via Crucis. Quindi il cospicuo intervento economico della Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila ha reso tutto più facile per la copertura finanziaria del progetto culturale.Molto stimolante la costante presenza dal Dott. Nando Taccone con la sua competente passione artistica. Il giorno 8 ottobre 1998 il Card. Virgilio Noé benediceva la Via Crucis e quindi teneva un elevato profilo storico con opportuni suggerimenti spirituali che il numeroso e qualificato pubblico ha molto apprezzato. Quindi prendeva la parola il critico d’arte Prof. Carlo Fabrizio Carli per mettere in evidenza gli aspetti più stilisticamente pertinenti nel quadro generale della intera produzione artistica dello scultore Finotti. Concludevano la celebrazione S. E. Mons. Armando Dini Vescovo di Avezzano e il parroco sac. Claudio Ranieri, mettendo in evidenza la corale partecipazione della comunità parrocchiale.

 

ALTORILIEVI 

 

1) Questo cammino verso la trasfigurazione della vita inizia con un momento di forte emozione. Gesù sente l'abbandono degli amici espressi in quei volti confusi tra i rami d'ulivo. Gesù il volto irradiato dalla presenza del Padre, è quasi sollevato da terra per una preghiera di implorazione: " passi da me questo calice "

3) Il potere, il trono con gradini troppo evidenti sostengono una di quelle statuette dell'arte romana che eleva gli imperatori al rango di divinità. Ponzio Pilato ostenta sicurezza ma in verità è di una fragilità e ambiguità " pilatesca "

 

2) Il volto bieco, tagliato, duro del traditore: i volti degli incolpevoli soldati con bastoni ben torniti come a fare da sfondo per la scena di un dramma. Il volto sereno di Gesù, la mano che quasi voglia stringere a sè per l'ultima volta l'amico traditore.

 

4) I nerboruti fustigatori hanno espressioni diverse: l'uno mostra il sorriso amaro di chi si sente quasi gratificato del suo mestiere, l'altro non osa nemmeno guardare ed è come assente. Gli occhi del Cristo si spalancano al terrore. E' l'unica immagine in cui il volto è segnato da atroce sofferenza.

 

ALTORILIEVI

  

5)  Il corpo spossato, il volto dolente ma sereno, il segno del potere regale poggiato sulle mani. Gli addetti compiono il loro lavoro senza convinzione.

7) Le " donne coraggio " hanno sfidato le ire dei soldati e si sono strette attorno a Gesù. Ogni volto mostra un dolore e un'esperienza personale. Grsù sembra voler dimenticare la croce per chinarsi a consolare: " non piangete su di me....". Il volto dolce di una fanciulla, incapace di cogliere la reale dimensione di tale atrocità.

6) Grsù giace sotto la croce quasi a farsi carico delle sofferenze, delle calamità dell'umana famiglia. Il soldato è preoccupato di questo " incidente " ed è pronto a riparare sollevando la croce

8) L'umo di Cirene stringe a se la croce con convinzione, consapevole di compiere la sua buona azione e trova collaborazione nei personaggi circostanti per offrire un momento di sollievo  a Gesù, ormai al limite della fatica. Ma in alto c'è chi non si ritiene appagato del suo lavoro e colpisce ancora.

 

 

ALTORILIEVI
 

 

9) Una mano che accenna ad una carezza, il volto della madre impietrito dal dolore, accetteto con dignità. I due volti si incontrano: la madre e il figlio sono consapevoli di tanta tragedia. Al lato il misterioso personaggio che mostre il disagio di chi ha capito di essere al posto sbagliato.

11) Dinanzi a questa scena si prova solo un atroce sentimento di disgusto. Un'esasperata violenza che si scarica rabbiosa su una creatura indifesa e mortalmente ferita. Un pesante martello portato in alto e sostenuto da un individuo che ostenta con fierezza la sua muscolatura: il ghigno cattivo, carico di sadismo della figura in alto con un virtuosistico intreccio di funi, fanno di questa " stazione " l'epicentro di una tragedia immane.

13) Il corpo senza vita viene calato dalla croce. La madre prende per un braccio il figlio come a volerlo stringere per l'ultima volta. In alto il " buon ladrone " non si da pace e vuole svincolarsi dal palo della morte per seguire il suo Salvatore: " Oggi sarai con me nel Paradiso ". E' la promessa di una persona dabbene.

 

10) Due volti dai lineamenti sgraziati ma per niente cattivi. Una mano rassicurante con un movimento incerto ma rispettoso. Gesù con le mani aperte nel gesto di serena accettazione di un disagio mortificante.

 

 12) Tutto è compiuto. L'intera composizione è serena, composta: è la contemplazione del dolore, della morte. Ogni volto esprime la diretta partecipazione ad un evento che si proietta oltre, verso il cammino della storia. Il patibolo della croce è quasi scomparso perchè tutto è concentrato sul dramma che coinvolge le persone. Ritorna il volto della fanciulla, questa volta fortemente consapevole

14) Una struttura originale e ricca di dolorosa pietà. Una icona scavata nella roccia: le " Marie " incastonate insieme in una forte comunione di dolore e di contemplazione.

 

 

 

Realizzato il 10 marzo del 2004 due anni dopo la visita a Celano

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