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 PASQUA 2004 A CHIETI 



  Cristo morto - Cantori 

La  Processione  
" Sulle note del Miserere il corteo degli incappucciati ha attraversato il centro storico con i simboli della Passione 
e commuove la città  "

“Miserere mei...”, quando da Via Pollione ( dove mamma e Donatella erano appostate fin dalle 19 ) si levano le note del salmo 50, musicato nel 1735 da Saverio Selecchy, la gente che affolla Piazza Valignani e Corso Marrucino si compone nel silenzio: la Processione del Cristo Morto del Venerdì Santo curata dall’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti è proprio cominciata, anche se è già passato tra due ali di folla, preceduto dai Vigili urbani in motocicletta il nero gonfalone dell’Arciconfraternita, emblematicamente raffigurato nel 1875 da Francesco Paolo Michetti e sono già stati salutati, da rapidi segni di croce, i simboli o “ trofei ” della Passione ( Angelo; Lance; Senatus Populusque Romanus; Colonna o il Gallo; la Veronica; Sasso con tunica, dadi, bacinella e brocca; Scala con tenaglia martello, lancia e spugna dell’aceto; la Croce con la scritta in 3 lingue “Iesus Nazarenus Rex Judeorum”, che sovrasta un teschio e un serpente ). Sono opera di Raffaele Del Ponte che li ha ideati e disegnati nel 1852, ispirandosi a brani evangelici, ma già rintracciabili sui fregi dell’ex Convento delle suore di Via Sant’Eligio. I “trofei”, un tempo affidati ad associazioni d’arti e mestieri ( sarti, fabbri, muratori, contadini, confettieri, falegnami, calzolai ), sono stati portati a spalla dalle varie Congreghe ( 11 attualmente, con gli “incappucciati” con cappuccio bianco floscio). Ogni Congrega in tunica bianca, ma distinta dalle altre per il colore della mozzetta: bordò (Tricalle), rossa (S.Gaetano e S.Giuseppe); rosso scuro (Crocelle); rossa e guarnizioni dorate (S.Maria Calvona), rossa con guarnizioni bianche (S.Barbara); celeste (Madonna della Croce); rossa con riga in oro (Madonna delle Grazie); azzurra (Madonna del Freddo); azzurra con bordo rigato e frange in oro (S.Chiara); nera con frange in oro (San Domenico); rossa con riga e frange dorate (San Giustino). “Amplius lava me Domine ...” il coro degli oltre 200 cantori, accompagnati da circa 150 musici per lo più violini (tutti hanno un basco scuro) e altri strumenti, riempie vicoli e strade delle loro voci in cui i bassi, i tenori e i baritoni sprigionano un’armonia di straziante coinvolgimento, in un silenzio attonito della folla che si inginocchia e si segna al passaggio del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, in un gesto di penitenza collettiva che prepara alla Pasqua come fosse una preghiera. La pioggia ha poi rovinato l’atmosfera di raccoglimento. I preziosissimi trofei vengono frettolosamente ricoperti con teloni di plastica di portatori e la processione rientra frettolosamente in chiesa a S. Giustino. Migliaia di persone provenienti da ogni dove, assiepate lungo il corso e le vie cittadine aspettano con gli ombrelli o sotto i portici invano il passaggio della Processione. Alla fine verso le 9 tutti decidono di tornarsene alle proprie case. Quest'anno anch'io sono rimasto bloccato al di quà della folla numerosissima in fondo a via Pollione ( o degli Orefici ) e ho potuto scattare pochissime foto della manifestazione. Per la loro visione rimando a quelle del 2003 o vi chiedo di pazientare fino all'anno prossimo.

  Chieti 9 aprile 2004